Zingarando per la Siria (Days 8-10)

Questo giornate sono state piuttosto dure, soprattutto a causa dei numerosi spostamenti in macchina/autobus. Per fortuna sono sempre riuscito a spostarmi nelle ore piu’ calde del pomeriggio, evitando sempre o quasi i 45 gradi del deserto.

Day 10
7.30: DRIIINNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNN Ma che cazz…. ah si la sveglia… Stamattina visita alle rovine di Palmira, che poi nel pomeriggio, mentre e’ caldo mi sposto e vado a Bosra (via damasco).
Le rovine sono solo rovine…
Parto per damasco con le ragazze inglesi e l’omone ungherese, esercito un po’ il mio fuckin’ english e arrivato a damasco faccio gli onori di casa. L’ungherese sembrava spaesato, cosi’ l’ho accompagnato un po’ per il centro. Dopodiche’ come al solito inizio a chiedere a chiunque come arrivare a bosra fino a quando finalmente un tipo mi metto sul giusto bus… Ovviamente nessun bus diretto per arrivare a Bosra devo fare scalo a Der’a… e che palle.. 1 ora e mezza seduto su uno sgabello di un bus pieno di gente. Puzzo come una capra.
A Bosra non ci sono alberghi (e lo sapevo 🙂 ), cerco di trovare una sistemazione, e vengo accolto in un ristorante a dormire sui tappeti all’aperto… meglio di niente.. 300 sp, un po’ troppo per dormire all’aperto, ma i tappeti sono piu’ comodi dei sassi e non avevo voglia di mettermi a chiedere agli abitanti se mi ospitavano, percio’… 😀
La sera ho conosciuto un gruppo di ragazzi molto simpatici, mi hanno parlato un po’ della siria e del loro amato Presidente, insomma una bella serata con della gente very, un vero piacere stare un po’ con loro. Mi hanno offerto di tutto, dal gelato alla coca cola, al sapone per lavarmi. Il mio bracciale quest’anno e’ rimasto a Bosra.
Puzzo ancora come una capra, il ristorante non ha la doccia, ma in cielo non c’e’ neanche una nuvola.

Day 9
Da raqqua mi sposto a Palmira… il viaggio non e’ facile, mi dicono che da li non posso arrivare a Palmira perche’ il servizio minibus funziona a giorni alterni (o almeno questo ho capito), avrei dovuto aspettare un giorno in piu’.. mi gratto un po’ e decido di passare per Deir’Zur. 2 ore di minibus, stipato in una posizione da contorzionasta e altre 2 per arriare a Palmira dopo un attesa di 3 ore per la coincidenza. Arrivo a Palmira, (in pieno deserto) alle 5 pm. Tanto prima di quell’ora la temperatura non permette troppi spostamenti. 😀 Visito le rovine, tratto per 20 minuti con i beduini per un cappello arabo (vedi Christian d’arabia nelle foto), e poi vedo un tramonto mozzafiato da un castello nel deserto vicino a Palmira…(Come sono romantico) 😀 Per mia sfortuna non ero solo, c’era un beduino che ogni 5 minuti mi chiedeva se volevo comprare un cappello arabo (la cosa assurda e’ che ne portavo gia’ uno in testa) 😀
Sara’ anche la localita’ turistica piu famosa della Siria, ma per me le rovine restano sempre rovine. Nonostante un beduino mi abbia fatto un po’ da guida turistica (lo stesso a cui ho comprato il cappello) non sono riuscito ad appassionarmi a quei resti. A me piacciono i castelli, veder quattro colonne in fila non mi ispira per niente, che ci posso fare? Tra l’altro mi sono sempre chiesto perche’ invece di fortificare le citta’ continuassero a mettere colonne… poi ci credo che le razziavano di continuo. Infine gli abitanti del posto sono molto cortesi, ma a fine giornata ti presentano il conto e puoi star sicuro che ti fanno pagare tutto… Il turismo di massa ha fatto altre vittime. Cmq a Palmira ho dormito nel miglior albergo (qualita/prezzo) dall’ inizio del mio soggiorno e in piu’ ho incontrato 2 ragazze inglesi e un omone ungherese che hanno reso piacevole il viaggio a Damasco il giorno dopo.

Day 8
Dopo aver ottenuto preziose informazioni sulla stazione dei bus dal barista del Baron Hotel inizio a muovermi. Mi sono svegliato presto, destinazione Raqqua 2 ore a est di Aleppo. A Raqqua non c’e’ praticamente nulla, 300000 ombre, una citta’ inutile se non fosse per il falafel divino che ho mangiato e per essere un buon punto dal quale iniziare a visitare sia l’eufrate che alcune fortificazioni nel deserto. Arrivato a Raqqua cerco un autista (le cose che voglio vedere comprendono un itinerario di 200km e non ci sono minibus 😦 ). Dopo estunanti trattative noleggio ammed, un simpatico librario, che per arrotondare porta a spasso i turisti. Da 2500 sirian pounds sono sceso a 1400 (20 euro poco piu’). Considerando che mi ha portato ha spasso per 6 ore, che era molto simpatico e che sapeva l’inglese nonostante non fosse giovane, direi che il prezzo ci poteva stare. Oltretutto sapeva anche molto informazioni interessanti. Il primo posto che ho visitato e’ stata Rasafeh (Rasafa), una citta’ fortificata in pieno deserto perfettamente conservata, costruita nel 6 sec dc e poi abbandonata in seguito ad una serie di razzie, l’ultima delle quali ad opera dei mongoli. Alla fine gli abitanti si sono rotti il cazzo e l’hanno abbandonata. Erano le 3 del pomeriggio…. 😦 1,5 litri di acqua e 1 pepsi in un ora e 30 minuti, ho battuto i miei record. E non sudavo affatto, il sudore sembrava asciugarsi in un attimo… mi fermavo ogni 10 minuti, il sole mi infiacchiava da matti e non volevo rischiare un’ insolazione. La seconda citta’ si chiamava “qualcosa Jaabar ” il nome originale non l’ho mai capito. Era una cittadella costruita su una collina ai piedi dell’eufrate (al-furat). Il posto era molto suggestivo e mi sono anche fatto il bagno nell’eufrate al tramonto.. chissa’ di quali nuove malattie mi faro’ portatore.. Peccato la macchina fotografica si fosse gia’ scaricata, il passaggio dalla sabbia del deserto alla vegetazione dell’al-furat meritava di essere ripresa. Ammed e’ incazzato con i turchi perche’ dice che con la loro diga sul fiume (l’eufrate nasce in turchia) controllano l’acqua che arriva in siria.. Io sono d’accordo con lui.. 🙂
Ah il narghile’ qui non si chiama scisc-scisc ma scisc-scesc… forse questo rientra nelle differenze linguistiche tra east e ovest della siria di cui mi parlavano i ragazzi di hama..

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