Zingarando per la Giordania (Days 11/12)

Ci sono volute alcune ore per superare il confine ma alla fine… Giordania. Paese nuovo, stessa filosofia di viaggio. πŸ˜€

Day 11
Mi sveglio presto e dopo una visita a Bosra parto in direzione Der’a citta’ di confine Siriana con la Giordania. Taxi collettivo per il confine e li incontro un uomo di nome Mohammed (forse, non ne sono sicuro, mi sembra si chiamino tutti mohammed, magari mi perdo io qualche sfumatura sui nomi 😦 ) E’ un giordano, insegnante di inglese che mi aiuta a superare senza intoppi la burocrazia siriana… hanno chiesto addirittura il numero del taxi su cui viaggiavo… incredibile.
Il tassista mi chiede se voglio infilarmi una stecca di sigaretta nella borsa… Uhmm non so perche’ ma mi puzza di contrabbando… Sulla mia guida c’e’ scritto che tra la siria e la giordania c’e’ un simpatico contrabbando di sigarette, perche’ in siria costano molto meno. Ovviamente rifiuto e procediamo. Mohammed mi invita a casa sua, ma dopo una chiamata a casa mi dice che ci sono problemi, percio’ mi puo’ dare solo un passaggio fino a Irbid, la citta’ che usero’ come base per le escursioni. Mi sa che anche in Giordania le donne portano i pantaloni. Peccato, mi sarebbe piaciuto visitare casa sua, ma anche un passaggio non si rifiuta mai. A Irbid mi faccio 3km a piedi con lo zaino per trovare un albergo. Minchia che fatica, certo Mohammed che potevi lasciarmi un po’ piu’ vicino al centro…
Nel pomeriggio giornata di riposo, Irbid e’ una citta’ inutile con l’unico vanto di avere un universita’ con 22.000 studenti, tanti bar, tanti internet cafe’, abbastanza movimento. Peccato che di studenti non ce ne siano molti in questo periodo. Ma per cominciare, un pomeriggio di riposo ci puo’ stare.

Day 12
Le rovine romane di Jerash e Umm Quais nel nord della Giordania. Niente foto pero’… le pile sono rimaste in albergo a caricare 😦 . A Jerash c’erano tantissimi italiani, tutti gruppi organizzati. E’ bello sentire l’italiano dopo un po’ di tempo. Le rovine non sono male, anche se ho preferito di gran lunga le chiacchiere con i giardineri che si occupano di ripulire il foro romano dalle erbacce. Molto simpatici. Ho scoperto che in Giordania le donne possono portare la macchina (in Siria non credo invece) e che i matrimoni cattolici-musulmani sono ammessi (in siria non credo, ma potrei sbagliare visto che non l’ho chiesto). Insomma un paese moderno. πŸ™‚
Inoltre in Giordania la trattativa sembra non esistere, i prezzi sono quelli, sia per turisti che per i giordani; e non sono affatto alti come dicevano i siriani. La siria e’ poco costosa, ma esistono i prezzi per turisti e quelli per gli arabi, e spesso per ottenere un buon prezzo devi trattare come un disperato. Insomma questo a mio parere e’ un punto a favore per i giordani.
Al ritorno da Umm quais prendo un taxi e il tassista mi chiede quanto parlo bene l’ inglese: Gli rispondo una cosa del tipo “I’m learning english now” e lui esplode a ridere mentre guida dicendo:” I really really love you italia..” e questo la dice tutta. πŸ˜€
Domani, (sempre che trovi qualcosa), partenza per Petra, una delle attuali meravieglie del mondo. Mi hanno detto di prepararmi bene, perche’ sara’ caldissimo e dovro’ camminare sotto il sole del deserto per 2 giorni interi. Ultima fatica e poi forse un po di meritato riposo ad aqaba.

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